IL PASTICCIOTTO DI ASCALONE

IL PASTICCIOTTO DI ASCALONE

All’ingresso di Galatina le insegne parlano chiaro: Città del Pasticciotto. Questo paesino di venticinque mila anime, incastonato nel cuore del Salento, vanta la paternità del Re indiscusso della pasticceria pugliese.

La storia inizia nella Pasticceria Ascalone negli anni Quaranta del Settecento e si tramanda di generazione in generazione, con un fedele rispetto della tradizione. Nel 1740, Nicola Ascalone apre la pasticceria nel centro storico di Galatina, tra la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo e la Chiesa di Santa Caterina. Era proprio durante i giorni della festa di Pietro e Paolo, Santi Patroni di Galatina, che Andrea - figlio di Nicola - mise in un recipiente di rame degli avanzi di pasta frolla e di crema pasticcera. Il risultato fu senza dubbio sgradevole alla vista, ma il profumo attirò l’attenzione di Don Silvestro Mezio, residente e proprietario dello stesso immobile della pasticceria, che volle assaggiare questo strano impasto. E ne rimase immediatamente estasiato, tanto da volerlo fare assaggiare a tutta la famiglia. Visto l’aspetto raffazzonato, Nicola ribattezzò questo dolce come Pasticcio (solo più tardi diventò pasticciotto). E a partire da quel momento iniziò a diventare meta di pellegrinaggio di innumerevoli golosi e un’icona della pasticceria del Sud Italia.

Duecentoottantatre anni e dieci generazioni dopo, la pasticceria è nelle mani di Davide Ascalone e della gentilissima moglie Elisa. Anche Giorgia ed Enzo, rispettivamente figlia e nipote di Davide, lavorano con loro. Il posto è ancora com’era stato concepito circa trecent’anni fa: piccolo, con le pareti rosse a creare un’atmosfera raccolta e familiare. Il laboratorio si trova giusto dietro il bancone, dove i pasticciotti non fanno nemmeno in tempo ad essere esibiti che appena sfornati c’è una lunga fila di persone pronte a gustarli caldi.

Il Pasticciotto di Ascalone si contraddistingue per un sano equilibrio tra frolla e crema. Ascalone riesce a nobilitare un dolce che altrimenti, per origine, denominazione ed ingredienti, lascerebbe pensare ad un mattoncino sullo stomaco. La pasta frolla è molto fine: lo strato superiore viene adagiato - come se si chiudesse uno scrigno - su quello inferiore. Rispetto agli altri pasticciotti, questo non è pesante, sia come peso specifico che come gusto; è un dolce leggero, quasi delicato. Una festa per il palato.

 

Articolo a cura di Federico De Blasi